Al Policlinico di San Donato, in coda per pagare la visita di controllo con quel figo del mio endocrinologo, ascolto il dialogo tra Maria e Concetta. Maria chiede a Concetta come sta quello là, il suo ragazzo, definizione che suona vagamente stonata vista l’età delle due signore. “Ma chi? A mio marito?” Concetta risponde stupita. “No, quell’altro” ribatte sottovoce Maria.
“Hai capito la cara Concetta….” sorrido tra me e me.
“Ah lui” fa Concetta “sta bene, sente solo a mio marito, ma mi fa contenta.Se non c’era a mio fratello però, non so cosa succedeva. Mio fratello si che l’ha preso a mio marito e gli ha fatto ragionare per bene, mio fratello aveva ascoltato tutta la situazione che prima non sapeva niente, e ha capito bene e non si è spaventato. Che tuo figlio è sempre tuo figlio, dice, basta con questi pensieri vecchi”.
“Giusto” dice seria Maria “basta con questi pensieri da terroni”.
Quasi non riesco a trattenere una risata, vorrei abbracciare Maria per l’autoironia.
“E poi adesso” continua Concetta “ha lasciato quell’altro che chissà cosa gli aveva fatto, che si comportava così male, rispondeva cattivo, diceva le parolacce a suo padre, era nervoso. Adesso ha un bel lavoro, dopo il lavoro porta le vecchiette a fare le visite per arrotondare e tutti ci vogliono bene e lo cercano, se non lo sentono, lo chiamano ‘Come stai? Dove sei?’ sempre le vecchine lo cercano, che se non era buono di cuore le anziane mica lo chiamavano, che con gli anziani ci vuole tanta pazienza. Sta con un bravo ragazzo, a Padova, in una villetta, e chiama sempre a suo padre, per tutte le cazzate lo chiama, e io sono proprio felice. Che i figli sono sempre pezzi di te, anche se fanno scelte che mica capiamo tanto.”
È il turno di Maria allo sportello e le due si allontanano continuando a chiacchierare fitte fitte, con la loro cadenza del sud.
Chiamano anche me e dopo un po’ di burocrazia lascio la sala dell’accettazione con le sue storie di malattia, amarezza e umanità.
Salendo le scale verso il primo piano mi fermo e tiro fuori lo specchietto dal beauty, controllo il trucco e sistemo i capelli.
Il mio endocrinologo è proprio bello, penso, e non porta la fede. E, cazzo, la concorrenza al giorno d’oggi sta diventando un problema.