Due buoni compagni di viaggio non dovrebbero lasciarsi mai (e invece…)

Torno dal mio viaggio con uno zaino più leggero. A malincuore, lascio a Madeira le mie fedeli compagne di cammino degli ultimi 3 anni.

Io ho provato a metterci quante più toppe possibili, ma ho dovuto desistere.

Due buoni compagni di viaggio non dovrebbero lasciarsi mai” canta De Gregori. Invece capita che le cose non si possano aggiustare, anche se lo vorresti tantissimo.

Torno da Madeira con uno zaino più leggero ma gli occhi pieni di bellezza. Avevo desiderato questo viaggio per scoprire sulle mie gambe una natura rigogliosa e potente, per ricordarmi quanto è straordinaria questa terra e per vedere un nuovo orizzonte, ed è esattamente quello che ho trovato.

Torno da Madeira con uno zaino più leggero, gli occhi pieni di bellezza, e lo stupore di quindici sconosciuti che per magia hanno condiviso spazi, cibo, chiacchiere e silenzi, sole cocente e piogge torrenziali, riso fino alle lacrime, discusso con modi garbati, camminato in gruppo e in solitaria, pianto su una scogliera, confessato amori impossibili.

Torno da Madeira con uno zaino più leggero, gli occhi pieni di bellezza, lo stupore di un gruppo di sconosciuti che diventa a suo modo famiglia, e la consapevolezza che un viaggio non risolve nulla, ma ti regala una nuova prospettiva, che alle volte è l’unica cosa di cui hai bisogno per cominciare a scrivere il prossimo capitolo. Anche se non sai ancora di cosa parlerà.

Grazie a me, per essermi concessa il coraggio di partire.

Grazie ai miei compagni di viaggio, per il semplice fatto di esserci stati e di avermi fatto sorridere.

E un grazie speciale a Veronica, anima bella che ha saputo essere, con tutta la delicatezza del mondo, il mio punto saldo in questi giorni.

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